Nessuno crede a quello che sento.


È una frase che, in tanti anni, ho sentito più volte. A pronunciarla erano persone diverse. Una conviveva con la fibromialgia, un’altra con una cistite interstiziale. Malattie diverse, ma la stessa sensazione: quella di dover dimostrare un dolore che non si vede; quando i segni e sintomi non sono evidenti, troppo spesso è la persona a essere messa in discussione.
“Sei sicura che sia così forte?
”Forse ci pensi troppo.
“Ma hai sempre qualcosa…”

Eppure esistono sofferenze che non lasciano lividi, non ingessano un arto e non cambiano un esame a colpo d’occhio. Non per questo sono meno reali.

Ci sono dolori che consumano il corpo.
E altri che, lentamente, consumano la fiducia di essere creduti.

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