
Questa frase, cruda, fu detta a metà della prima visita.Non c’era rabbia nella sua voce.
C’era una stanchezza così profonda da essersi ormai confusa con la paura.
La malattia durava da tempo; ma forse, più dei sintomi, pesava il sentirsi sola dentro ciò che stava vivendo.
Durante la visita l’ho ascoltata, accolta, accompagnata.
Tempo dopo mi ha detto: “Meno male che c’è lei. Non sono più sola.”
A volte il primo effetto di una cura non è sul sintomo; è sulla solitudine.