A volte la differenza è tutta in chi risponde.

“Lei è un angelo.”

Poi, quasi volesse evitare che fraintendessi, ha aggiunto:

“Non perché sia bravo. Perché c’è sempre.”

Ed è lì che la frase ha cambiato significato.

Non stava parlando di bravura.

Stava parlando della sicurezza di sapere che, nei momenti difficili, dall’altra parte avrebbe trovato qualcuno.

La presenza non sostituisce una terapia.

Ma può cambiare profondamente il modo in cui una persona attraversa la propria malattia.

A volte non serve sentirsi salvati.
Serve sapere di non essere stati lasciati soli.

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