Lo stesso sintomo non racconta mai la stessa storia.

In omeopatia un sintomo non viene osservato

soltanto per ciò che è, ma anche per il modo particolare in cui si manifesta.

Un conato di vomito, per esempio, può sembrare un sintomo estremamente semplice. Eppure persone diverse possono viverlo in maniera completamente differente: può essere inefficace, accompagnarsi a nausea che migliora mangiando, comparire dopo determinati alimenti oppure inserirsi in un quadro dominato da spasmi e irritabilità.

La Materia Medica diventa ancora più interessante quando queste modalità fisiche sembrano accompagnare un tratto altrettanto particolare sul piano emotivo: la contraddizione.

Quattro rimedi ne offrono esempi molto diversi.

Ignatia amara — Il paradosso

Ignatia è probabilmente il rimedio in cui la contraddizione appare con maggiore evidenza. L’umore può cambiare rapidamente, il pianto alternarsi al riso, ciò che viene intensamente desiderato essere rifiutato appena ottenuto.
Anche i sintomi fisici possono presentare modalità apparentemente paradossali. Nausea, conati, singhiozzo e sensazioni gastriche possono comportarsi in maniera insolita; caratteristica è, per esempio, la possibilità che alcuni disturbi migliorino mangiando.

Non è soltanto mutevolezza: in Ignatia sembra spesso esserci una vera contraddizione interna.

Nux vomica — Lo stimolo senza risultato

Nux vomica è il rimedio dello stimolo insistente che non riesce a completarsi.
È una persona facilmente irritabile, impaziente, reattiva e molto sensibile agli stimoli esterni. Anche sul piano gastrico ritroviamo qualcosa di simile: nausea e conati possono essere frequenti, con il desiderio di vomitare senza riuscire a ottenere quel sollievo che il vomito sembrerebbe promettere. È un organismo che spinge, reagisce, tenta di espellere, ma spesso senza riuscirci completamente.

Pulsatilla — Nulla rimane uguale

In Pulsatilla più che di vera contraddizione possiamo parlare di mutevolezza.
L’umore cambia facilmente e il bisogno di vicinanza, consolazione e affetto assume un ruolo importante. Anche i disturbi fisici sono variabili e possono modificarsi rapidamente. Sul piano digestivo sono frequenti disturbi dopo alimenti grassi o pesanti, nausea e digestione difficile. Una modalità particolarmente caratteristica è la scarsa o assente sete, anche quando possono essere presenti secchezza della bocca o altre condizioni nelle quali ci aspetteremmo che la persona desiderasse bere.
È proprio questa distanza tra ciò che ci aspetteremmo e ciò che accade a renderla interessante nel nostro confronto.

Chamomilla — Lo vuole. Poi lo rifiuta.

Chamomilla può presentare un’irritabilità estrema, sproporzionata, accompagnata da una profonda insoddisfazione.
Il bambino, ma il tratto può essere riconoscibile anche nell’adulto. chiede qualcosa con insistenza e, appena la ottiene, la rifiuta o la getta via.
È forse l’immagine più immediata della contraddizione tra desiderio e rifiuto.
Sul piano fisico possono associarsi nausea, vomito, spasmi e coliche addominali, in un quadro nel quale dolore e irritabilità sembrano alimentarsi reciprocamente.

Quattro rimedi, quattro contraddizioni diverse

Ignatia desidera e rifiuta.
Nux vomica
tenta senza riuscire.
Pulsatilla cambia.
Chamomilla pretende e poi respinge.

Lo stesso sintomo — persino qualcosa di apparentemente banale come un conato di vomito — non racconta necessariamente la stessa storia in persone diverse.
Ed è precisamente qui che, nell’approccio omeopatico classico, il nome del sintomo smette di essere sufficiente.

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