Dott. Luigi Caliendo | Medico Chirurgo

Miasmi

L’essere umano tende sempre alla sua piena realizzazione; cosa può impedirla?
La malattia.
La malattia, che sia acuta o cronica, è un ostacolo, un contrattempo imprevisto che rallenta il cammino dell’uomo.
Quale malattia in particolare ostacola la completa realizzazione dello stato umano?
La malattia cronica, quella che ha basi funzionali e sistemiche. Quella particolare malattia che, in ambito omeopatico, portò Hahnemann a formulare la teoria dei miasmi.

Per tanto, tantissimo tempo per la medicina esisteva la credenza che l’instaurarsi di forme morbose irreversibili fosse un evento posto oltre il mondo naturale; una sorta di punizione divina per un qualche peccato ed un modo per condurre il malato in una via retta prima del decesso, quasi che l’ammalarsi fosse programmato per un fine spirituale superiore.

Nel 1648 Antony van Leeuwenhoek, con un microscopio elementare, descrisse accuratamente le principali forme batteriche (sfere, bastoncelli e spirali) denominate da lui “animalcules”.
L’epoca di Hahnemann era precedente alla teorizzazione e diffusione della microbiologia, per cui quando egli postulò l’ipotesi microbica per le malattie contagiose si può certo definire un precursore dei tempi.
Anzi egli andando oltre, nell’ultima edizione dell’Organon [1], teorizzò che la malattia cronica potesse evolvere diventando ereditaria. Teoria che in quei tempi era solo empirica,, ma che adesso è attualissima grazie alle scoperte dell’epigenetica[2].

Gli stati morbosi o le predisposizioni ad ammalarsi furono studiati estesamente da Hahnemann, questo atteggiamento fu da lui definito come Miasma [3] ed espressi con un linguaggio arcaico come “psora”,  “sicosi” e “lue”.
Essi corrispondono a tre tipi di alterazioni e modificazioni del fisico e della personalità del paziente.

-Psora esprime a livello fisico e mentale tutto ciò che è in difetto e che in termine medico è definito col prefisso“ipo” (ipoplasia, ipotrofia…).
È il miasma del difetto, ovvero dell’ipofunzione.
Fisicamente si manifesta con una prurito, eczema, psoriasi, ecc.
A livello mentale si caratterizza per la timidezza, insicurezza, ansia, paura, debolezza.
Si identifica con l’ansia esistenziale latente o manifesta insita in ogni essere umano. Il paziente psorico sente di non essere in grado di affrontare una situazione, non ha fiducia in sé e anche se non deve affrontare una prova, si sente angosciato dall’ansia per quello che potrebbe dover affrontare. È insoddisfatto, insicuro, inquieto, ha paura di cosa possa capitare in futuro. I sintomi psorici nascono sovente dalla soppressione [2] di una manifestazione cutanea che rappresenta, invece, lo sforzo dell’organismo di liberare all’esterno il miasma.

Asserisce Hahnemann: “L’energia vitale, spinta indietro e contrariata nella sua traiettoria eccentrica verso l’esterno, è interiorizzata e trasformata intensione”.

Lo psorico ha due possibilità per uscire dalla sua condizione  o ipertrofizzandosi (sia a livello mentale che fisico) oppure oppure distrugge sé stesso o ciò che gli sta intorno, anche qui sia a livello mentale che fisico.

-Sicosi esprime a livello fisico tutto ciò che è in eccesso, in medicina si utilizza il prefisso “iper”.
È il miasma dell’eccesso, dell’iperfunzione.
All’esterno osserveremo verruche, polipi, noduli, cisti, fibromi, condilomi, ecc.
A livello mentale riconosceremo ambizione, eccesso di audacia, impazienza, inquietudine, autoritarietà, dittatorialità.

Nella deviazione verso il miasma sicotico il soggetto prova una sensazione di debolezza interiore e cerca di nasconderla reagendo “ipertrofizzandosi”, con atti compulsivi, segretezza e egoismo.
La sua tendenza all’ipertrofia interiore si sviluppa a livello fisico con manifestazioni escrescenti; a livello mentale con ipertrofia dell’Io, dando origine a manie di grandezza e idee fisse.

-Lue questo miasma esprime a livello fisico tutto ciò che è distruzione il medico userà il prefisso “dis”: displasia, distrofia, disfunzione. E’ il miasma della distruzione.
All’esterno si manifesta con ulcera, erosione, necrosi, ecc.
A livello mentale si caratterizza per l’aggressività, violenza, rabbiosità, litigiosità, irrequietezza, vendicatività.

Nella deviazione lue si emerge uno stato disfunzionale completo che si esprime con violenza contro di sé o contro gli altri, con un senso di pessimismo e di disperazione totale. Tali emozioni conducono al tentativo di risoluzione esclusivamente con un processo violento di distruzione. Si producono reazioni sproporzionate, sono soggetti autoritari e contraddittori, nutrono rancore, crudeltà, invidia, odio. Da un punto di vista fisico vanno incontro a lesioni che dallo stato infiammatorio si trasformano in ulcerazioni e necrosi.

I tre miasmi coesistono in ogni persona, in equilibrio indicano solo la tendenza ad ammalarsi di una certa malattia o una predisposizione verso uno stato morboso. Sarà la prevalenza di uno sugli altri a condurre alla malattia vera e propria.
Non sono fissi, ma si evolvono e si modificano in senso peggiorativo con condotte di vita errate o con terapie soppressive e possono essere addirittura trasmessi ai figli.

È stato Constantine Hering a notare come qualsiasi cosa Hahnemann abbia considerato un dato di fatto si è poi dimostrato essere un dato reale e sperimentalmente corretto.

Lo Studio dei Miasmi di Hahnemann comprende sia teoria, sia che oggettività. A tal unto egli influenzò gli altri medici che il suo trattato “Dottrina delle malattie croniche” fu materia di studio prima, di analisi poi, portando all’introduzione di una classe di rimedi del tutto nuova insieme a una concezione e uno studio più ampi della nostra Materia Medica.

Il miasma è dunque una predisposizione interna del nostro organismo ad essere ammalati, e si esprimono con tre diverse modalità espressive che, ne tentativo di essere risolte, possono essere modificate spontaneamente dal nostro organismo. L’evoluzione di questi è un tentativo disperato di espellere il processo morboso, che privo del supporto necessario, non riesce a portare all’aggravamento. Più si aggrava e sempre meno  energica diviene la forza vitale del paziente.La malattia è essa stessa un processo di guarigione. Le cure allopatiche che eliminano i sintomi (soppressione [2]) conducono all’accentuazione del miasma del paziente rendendo più profondo lo stato più grave della sua evoluzione. Purtroppo oggi giorno siamo sempre più bersagliati dalla necessità dell’efficenza e del lavoro, quindi sopprimiamo sempre più qualsiasi stato di malessere possa accaderci. Una febbre, ad esempio, si fa subito scendere farmacologicamente, non si aspetta la sua evoluzione fisiologica, dimenticando che è una risposta dell’organismo alla infezione, rendendo quindi la causa sempre più profonda e suscettibile di ricadute sempre più gravi.

Il meccanismo di innesco della psora può essere spigato in termini attuali in vari modi o secondo alterazioni della risposta endocrino-immunitaria con alterata produzione di citochine; o come l’espressione di alterazioni mediate da infezioni persistenti, in genere di natura virale, i cui antigeni mimano strutture antigeniche proprie dell’Individuo, innescando un processo autodistruttivo.
La predisposizione (preferita al termine miasma) è la causa di mantenimento ed ha una componente acquisita (gravi malattie infettive, farmaci e vaccini) ed una ereditata.

Per concludere comunque si ricordi che per Hahnemann il miasma è costituito da uno stato morboso interno ingeneratosi per una nota esterna e che nel divenire cronico persiste nell’organismo per tutta la vita ameno che non si intervenga con un processo davvero curativo.
L’omeopatia in tutto ciò svolge, unica branca della medicina, una azione eradicante dello stato di malattia col ripristino della forza vitale del paziente. Il trattamento omeopatico porta alla risoluzione e al ripristino dello stato primigenio della salute del paziente.

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[1] Miasma deriva del greco miaino e vuol significare “che contamino”. Parola presa come spunto dai maleodoranti effluvi delle paludi cause di molte malattie nel XIX secolo.

[2] Soppressione eliminazione temporanea del sintomo o eliminazione chirurgica di una malattia che porta all’approfondimento dello stesso e non portano alla guarigione dell’organismo.

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Bibliografia

S. Hahnemann – Le Malattie Croniche Edi-Lombardo.
S. Hahnemann – Organon dell’arte del guarire Red Edizioni
S. Hahnemann – Saggio su un Nuovo Principio GUNA Editore
T. J. Kent – Lezioni di Filosofia Omeopatica. Red Edizioni, Milano, 2004
R. Sankaran – Lo Spirito dell’Omeopatia Salus Infirmorum, Padova
R. Sankaran – La Sostanza dell’Omeopatia Salus Infirmorum

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