Acufene: un rumore da saper ascoltare.

Quando un paziente dice «ho un acufene», in realtà ci ha detto ancora molto poco.
Un acufene può fischiare, ronzare, pulsare, rimbombare; può ricordare una campana, un fruscio, una cascata. Può essere continuo oppure intermittente, accompagnarsi a vertigini o a una diminuzione dell’udito, peggiorare con il movimento o diventare insopportabile nel silenzio.

Nella Materia Medica omeopatica queste differenze non sono dettagli: sono parte del sintomo. Proprio per questo non esiste semplicemente “il rimedio dell’acufene”. Esistono persone diverse che percepiscono rumori diversi, in condizioni diverse.

Alcuni rimedi mostrano però caratteristiche particolarmente interessanti.

Actaea racemosa: troviamo ronzii e suoni nelle orecchie, fino al tinnitus, inseriti nel caratteristico quadro nervoso e neuromuscolare del rimedio. È invece prudente non trasformare Actaea racemosa nel generico “rimedio dell’acufene cervicale”: il legame così diretto tra fischio, cervicale e squilibri ormonali non emerge con la stessa nettezza dalle fonti classiche.

Causticum: Qui il rumore acquista una caratteristica molto particolare. Sono descritti ronzii, sibili, tintinnii, pulsazioni e altri rumori auricolari, ma ciò che individualizza maggiormente Causticum è la risonanza dei suoni. Le parole, i passi e persino la propria voce sembrano riecheggiare nell’orecchio. Non è quindi soltanto che cosa il paziente sente, ma come il suono esterno gli ritorna dentro.

China officinalis: ronzii auricolari e vertigini possono comparire nel caratteristico stato di debolezza di China. Diventa particolarmente interessante quando l’intero quadro compare dopo importanti perdite di liquidi organici: emorragie, diarrea, sudorazioni abbondanti o altre condizioni che abbiano lasciato il paziente profondamente spossato. Ma attenzione: l’eziologia orienta, non prescrive da sola il rimedio.

Chininum sulphuricum:  acufene è intenso e invadente. La Materia Medica descrive scampanellio violento, ronzii e persino rumori simili a campane, talvolta associati a vertigine e difficoltà uditiva. Qui il sintomo non rimane sullo sfondo: può occupare prepotentemente la percezione del paziente.

Graphites:  Graphites offre una modalità davvero particolare. Possiamo trovare sibili, rumori auricolari, scoppiettii durante il mangiare e difficoltà uditiva, insieme alla nota tendenza alla secchezza del condotto e alle manifestazioni cutanee attorno all’orecchio.
Ma la caratteristica che merita di essere ricordata è quasi paradossale: il paziente può sentire meglio in presenza di rumore.
Una modalità molto più individualizzante del semplice “fischio nell’orecchio”.

Natrum salicylicum: marcata affinità, nella Materia Medica, con l’orecchio interno. Il dato più pulito è un acufene di tonalità bassa, soprattutto quando associato a diminuzione dell’udito e vertigine di origine uditiva. Tre elementi che, quando compaiono insieme, rendono il quadro molto più caratteristico del semplice ronzio.

Theridion curassavicum: troviamo, forse, una delle descrizioni più suggestive della Materia Medica: un rumore nelle orecchie simile al fragore di una cascata. Ma Theridion diventa ancora più riconoscibile per l’estrema sensibilità al rumore. I suoni acuti e le vibrazioni vengono percepiti quasi come se attraversassero l’intero corpo e possono aggravare vertigine e nausea. Non è soltanto un paziente che sente un rumore. È un paziente per il quale il rumore stesso diventa fisicamente intollerabile.

Questi esempi mostrano perché ridurre l’acufene a un’etichetta porta facilmente fuori strada.

Due persone possono entrambe dire: «Mi fischiano le orecchie.» E manifestare due sintomi completamente diversi. Occorre chiedere: che rumore è? Quando compare? È continuo? Da quale lato? Cosa lo modifica? È accompagnato da vertigine? L’udito è cambiato? Che cosa accade con i rumori esterni?
È attraverso queste differenze che un sintomo generico comincia ad appartenere a una persona.

In omeopatia non basta sapere dove fa rumore. Bisogna ascoltare come fa rumore.

Si ricorda che questo prontuario non sostituisce la visita di un Medico Omeopata e non è da intendersi come suggerimento per una terapia ”fai da te”. In particolare ricordiamo che acufene improvviso, unilaterale se non passa in breve tempo necessita di  visita specialistica.

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