La differenza più profonda tra medicina
omeopatica e medicina convenzionale non sta soltanto nei rimedi utilizzati, ma nel modo di osservare il paziente.
L’omeopatia classica considera la persona nella sua globalità: sintomi fisici, modalità individuali, reazioni, sensibilità e modo personale di ammalarsi.
La medicina convenzionale concentra maggiormente l’attenzione sulla diagnosi, sugli organi coinvolti, sui meccanismi patologici e sulle alterazioni misurabili.
Nell’approccio omeopatico il rimedio viene scelto cercando la massima corrispondenza con il quadro individuale e somministrato secondo il principio della dose minima.
Sono quindi due modi differenti di leggere la malattia: uno parte soprattutto dalla persona che manifesta il disturbo, l’altro soprattutto dalla patologia che deve essere identificata e trattata.
La diagnosi dice quale malattia abbiamo davanti.
L’individualizzazione cerca di capire il chi la sta vivendo e come.