La fiducia fa emergere ciò che i sintomi da soli non raccontano.

“Fu solo alla quarta visita che mi raccontò qualcosa che fino a quel momento aveva tenuto per sé.

Non fu tanto il contenuto a colpirmi, ma il modo in cui cambiò mentre ne parlava.
La voce divenne più viva, il volto più mobile, comparve un entusiasmo che nelle visite precedenti non avevo ancora visto.
In quel momento non stavo ascoltando soltanto un fatto nuovo, stavo vedendo una parte diversa della persona.

A volte il quadro clinico non cambia perché compare un nuovo sintomo. Cambia perché il paziente finalmente si sente abbastanza al sicuro da mostrarsi per intero.
Ed è lì che la fiducia smette di essere soltanto una qualità della relazione.
Diventa parte della comprensione del caso.

Quando nasce la fiducia, il paziente smette di raccontare soltanto i sintomi e comincia a mostrare se stesso.

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