In Omeopatia la predisposizione di una persona verso un certo tipo di malattia viene definita Miasma [1], condizione studiata estesamente da Hahnemann, questo atteggiamento fu da lui definito come Miasma e specificato in tre tipologie dette, in un linguaggio oramai arcaico, come psora, sicosi e lue. Essi corrispondono a tre tipi di alterazioni fisiche e psicologiche che possono, in termini moderni, raffrontarsi anche con sviluppi epigenetici.
PSORA: esprime a livello fisico tutto ciò che è in difetto e che in termine medico è definito col prefisso“ipo” (ipoplasia, ipotrofia ecc.).
È il miasma dell’ipofunzione. All’esterno si manifesta con una prurito, eczema, psoriasi, ecc.
A livello mentale si caratterizza per la timidezza, insicurezza, ansia, paura, debolezza.
Questo tipo concorre alla formazione di tutte le malattie, è insito profondamente nell’uomo. Si identifica con l’ansia esistenziale latente o manifesta insita in ogni essere umano. Il paziente psorico sente di non essere in grado di affrontare una situazione, non ha fiducia in sé e anche se non deve affrontare una prova, si sente angosciato dall’ansia per quello che potrebbe dover affrontare.
È insoddisfatto, insicuro, inquieto, ha paura di cosa possa capitare in futuro. I sintomi psorici nascono dalla soppressione di una manifestazione cutanea che rappresenta lo sforzo dell’organismo di liberare all’esterno il miasma.
Asserisce Hahnemann: “L’energia vitale, spinta indietro e contrariata nella sua traiettoria eccentrica verso l’esterno, è interiorizzata e trasformata intensione”.
Lo psorico ha due possibilità per uscire dalla sua condizione o ipertrofizzandosi (sia a livello mentale che fisico) [SICOSI], oppure oppure distrugge sé stesso o ciò che gli sta intorno, anche qui sia a livello mentale che fisico [LUE].
SICOSI: esprime a livello fisico tutto ciò che è in eccesso “iper”. È il miasma dell’eccesso, dell’iperfunzione. All’esterno si manifesta con verruche, polipi, noduli, cisti, fibromi, condilomi, ecc. A livello mentale si caratterizza per l’ambizione, eccesso di audacia, impazienza, inquietudine, autoritarietà, dittatorialità.
Nella deviazione verso il miasma sicotico il soggetto prova una sensazione di debolezza interiore e cerca di nasconderla reagendo e “ipertrofizzandosi”, con atti compulsivi, segretezza e egoismo.
La sua tendenza all’ipertrofia interiore si sviluppa a livello fisico con manifestazioni tipo verruche, polipi, fibromi; a livello mentale con ipertrofia dell’Io, dando origine a manie di grandezza e idee fisse.
LUE o SYPHILIS: esprime a livello fisico tutto ciò che è distruzione “dis”: displasia, distrofia, disfunzione, ovvero della distruzione. All’esterno si manifesta con ulcera, erosione, necrosi, ecc.
A livello mentale si caratterizza per l’aggressività, violenza, rabbiosità, litigiosità, irrequietezza, vendicatività.
Nella deviazione syphilis o lue si emerge uno stato disfunzionale completo che si esprime con violenza contro di sé o contro gli altri, con un senso di pessimismo e di disperazione totale. Tali emozioni conducono al tentativo di risoluzione esclusivamente con un processo violento di distruzione. Si producono reazioni sproporzionate, sono soggetti autoritari e contraddittori, nutrono rancore, crudeltà, invidia, odio. Da un punto di vista fisico vanno incontro a lesioni che dallo stato infiammatorio si trasformano in ulcerazioni e necrosi.
I tre miasmi coesistono con la predominanza di uno sugli altri, secondo un intreccio che è peculiare per ciascun individuo. Non sono fissi, ma si evolvono e si modificano in senso peggiorativo con condotte di vita errate o con terapie soppressive e possono essere addirittura trasmessi ai figli.
Lo Studio dei Miasmi di Hahnemann comprende sia teoria, sia dati di fatto e non si può negare che ciò che è espresso nel suo libro “Dottrina delle Malattie Croniche” abbia esercitato una enorme influenza pratica sul sistema di trattamento delle malattie, portando all’introduzione di una classe di rimedi del tutto nuova insieme a una concezione e uno studio più ampi della nostra Materia Medica, proprio prescrivendo il rimedio miasmatico si sbloccano condizioni molto radicate o guariscono malattie croniche o pericolose per la vita del paziente.
Il miasma è dunque una predisposizione interna del nostro organismo ad essere ammalati, e si esprimono con tre diverse modalità espressive che, nel tentativo di essere risolte, possono essere modificate spontaneamente dal nostro organismo. L’evoluzione di questi è un tentativo disperato di espellere il processo morboso, che privo del supporto necessario, porta all’aggravamento. Più si aggrava e sempre meno energica diviene la forza vitale del paziente.
Le cure allopatiche che eliminano i sintomi (soppressione [2]) conducono all’accentuazione del miasma del paziente rendendo più profondo lo stato più grave della sua evoluzione.
Purtroppo oggigiorno siamo sempre più bersagliati dalla necessità dell’efficenza e del lavoro, quindi sopprimiamo sempre più qualsiasi stato di malessere possa accaderci. una febbre, ad esempio, si fa subito scendere farmacologicamente, non si aspetta la sua evoluzione fisiologica, dimenticando che è una risposta dell’organismo alla infezione, rendendo quindi la causa sempre più profonda e suscettibile di ricadute sempre più gravi.
L’omeopatia in tutto ciò svolge, unica branca della medicina, una azione eradicante dello stato di malattia col ripristino della forza vitale del paziente. Il trattamento omeopatico porta alla risoluzione e al ripristino dello stato primigenio della salute del paziente.
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[1] Miasma deriva del greco miaino e vuol significare “che contamino”. Parola presa come spunto dai maleodoranti effluvi delle paludi cause di molte malattie nel XIX secolo.
[2] Soppressione eliminazione temporanea del sintomo o eliminazione chirurgica di una malattia che porta all’approfondimento dello stesso e non portano alla guarigione dell’organismo.