Dott. Luigi Caliendo | Medico Chirurgo

sintomi malattia

Cosa sono i sintomi?

Sono il modo più semplice con cui uno stato morboso si esprime all’esterno, essendo una modalità espressiva del paziente sono unici ed individuali. Poiché sono una modalità espressiva parlano il linguaggio personale del paziente.

Nella raccolta dei sintomi è impostante che il medico omeopata li gerarchizzi. Vi sono sintomi che caratterizzano individualmete il paziente poiché trovano origine nel profondo della persona, questi sono detti “sintomi guida”.  Quelli che indirizzano alla comprensione dell’evento morboso sono denominati “sintomi ausiliari” ed hanno significato di comprensione generica del soggetto malato nei confronti della malattia, e che nell’analisi si pongono come momentanei o transitori.

Sintomi guida saranno anche quelli profondi ovvero quelli che caratterizzano l’individualità del paziente, quelli che esprimono la costituzione dello stesso, potremmo dire sono l’archivio storico del soggetto. I sintomi ausiliari, anche detti superficiali invece sono quelli che riguardano organi o regioni anatomiche, sono quelli che parlano della malattia in essere o prossima secondo la cronologia.

Nell’indagine medica omeopatica il ruolo che ha il raccogliere e gerarchizzare i sintomi è quasi più importante della successiva visita medica e dallo studio degli esami diagnostici. Il racconto anamnestico del paziente è un’esposizione di tutto il quadro morboso recente e passato, acuto e cronico. Il linguaggio espresso non è, e non sarà mai casuale, ma contiene tutte le espressioni che permettono di scoprire la reale natura della malattia. E’ essenziale,  per il medico omeopata, cogliere l’ordine gerarchico dei sintomi per inquadrare non solo la malattia, ma l’intero paziente-persona; infatti non si curerà ne un malato né uno stato morboso o la semplice sintomatologia, ma si porterà alla guarigione la persona in cui un evento particolare ha condotto al manifestarsi della malattia stessa.

Ricordiamo che il processo morboso è sempre l’espressione di un qualcosa di profondo che l’organismo, ammalandosi, tenta di espellere per tornare allo stato salute. La malattia qualunque essa sia è sempre un processo profondo, intimo, individuale.

Compito del medico e quindi saper repertorizzare i sintomi giungendo all’inquadramento diagnostico corretto e quindi alla terapia più efficace. Il vero medico omeopata considerando la persona nel suo complesso non sarà quindi attratto dalla sintomatologia in essere o da eventuali comorbosità, ma è indirizzato ad analizzare tutto ciò che ruota, influenza ed attrae il paziente di fronte a lui.

Nella raccolta dei sintomi ruolo importante hanno le domande poste dal medico, anche quelle che possono  sembrare fuori dal contesto contingente; poste con cura e pratica, le domante sono essenziali per poter comprendere l’unicità dell’essere umano nascosto dietro la sintomatologia morbosa enunciata. L’intera persona interessa all’omeopata non solo la malattia o la sintomatologia esposta; la sintomatologia è un’espressione che il corpo manifesta, come sopra già detto, nel tentativo di ritornare allo stato salute precedente. Il corpo umano vuole stare in salute e tenta, nella manifestazione del disagio o del processo morboso di espellere tutto ciò che produce una sofferenza.

La malattia è un tentativo di guarigione.

La malattia è un tentativo di guarigione quando non prodotta da stili di vita eccessivi, insalubri o peggio. Lo stesso Hanneman infatti separava le malattie veneree dagli altri processi morbosi in quanto quelle prodotte da una condotta di vita insalubre.

Ricerchiamo nella nostra pratica medica l’intima essenza dell’animo umano, quella che induce un tipo di comportamento, un’espressione individuale nei confronti del mondo che col passare del tempo può divenire espressione di un disagio o di una malattia cronica. Il medico omeopata cura si il corpo, ma soprattutto interviene affinché l’animo del paziente torni al suo equilibrio. Si tratta la malattia acuta risolvendo sintomi fisici, ma sopratutto quella cronica andando a guarire lo stato mentale, psicologico, esistenziale del disagio.

Ogni persona ha un suo rapporto specifico col mondo e un suo modo di reagire allo stesso, quanto gli eventi sono troppo intensi o ripetuti il corpo si ammala rendendo fisico un disagio più profondo; guarendo la malattia riusciamo a risolvere quello che è il disagio che ha prodotto la stessa, ricordando sempre che il potere di autoguarigione del nostro corpo è molto alto, il medico omeopata non si sovrappone a questo potere di guarigione, ma lo aiuta ad esprimersi al meglio per ripristinare l’ottimale stato di salute dell’individuo paziente.

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